Slow tourism: Lovere
Immaginiamoci a Lovere sul lungolago: è il paesaggio che ci accompagnerà durante gli spostamenti fra l’Accademia Tadini e la biblioteca, i luoghi eletti dall’assessore Marco Bonomelli per accogliere la Summer School Amministratori nel 2025. Dal 2006 ad oggi le presenze turistiche di questo borgo si sono quasi triplicate, da 23.000 a 67.000. La crescita costante ha radici lontane e multifattoriali. Per coordinare e sviluppare il lato turistico, l’amministrazione punta molto sul suo staff, in particolare attraverso un servizio dedicato e incorporato all’interno degli uffici municipali. Ne è a capo Andrea Zandonai che nel 2006 consegue un master in turismo e valorizzazione dei beni culturali, per poi entrare nelle dinamiche turistiche dell’Infopoint Alto Lago d’Iseo (ex IAT Alto Sebino).
“L’appartenenza dal 2003 al Club dei Borghi più belli d’Italia, l’attivismo associativo e una forte sinergia con il territorio (Visit Lake Iseo) – spiega Andrea Zandonai – hanno fatto registrare una crescita continua sul Sebino con una presenza di stranieri pari al 60% del totale, in primis tedeschi, seguiti da olandesi, francesi, svizzeri e britannici. Nel 2024 è stato superato per la prima volta il milione di presenze, ben oltre le 722.000 del 2016, quando ci fu The Floating Piers.”
Andiamo ora alla scoperta delle due sedi di prestigio in cui si svolgeranno la Summer school amministratori 2025 e i relativi atelier: l’Accademia Tadini e la Biblioteca civica.
Andrea Zandonai ci ha selezionato alcune informazioni per prepararci alla 2-giorni di formazione.
L’Accademia Tadini venne aperta al pubblico dal 1829 ed è il museo più antico dell’Ottocento lombardo. Cuore delle raccolte artistiche sono le opere di Antonio Canova con “La Religione”, raro bozzetto in terracotta, e la “Stele Tadini” nella cappella, consacrata alla memoria di Faustino, figlio del conte. Dopo 100 anni, grazie a un accurato intervento di restauro e manutenzione, nel 2013 è stata riaperta al pubblico la storica Biblioteca, che deve il suo pregio originario alla personalità del suo collezionista, il conte Luigi Tadini.
Saranno opere che vedremo in occasione della visita guidata alla fine della sessione di attività del 30 Agosto.
Oltre alla biblioteca storica, ce ne è una seconda. E’ moderna, inaugurata in questo secolo (2009). E’ la civica, progettata da Gaetano Pesce e dall’Atelier Mendini. Anche la biblioteca è un’attrazione turistica: è stata inserita nel contesto del Porto Turistico, una struttura portuale lacustre fra le più attrezzate in Europa. La biblioteca è riconosciuta così per essere un luogo magnifico.
“Qui la cultura non si rinchiude in spazi bui e angusti, ma compete con la bellezza e il fascino del fuori – ci raccontano. Ai progettisti è stata imposta una sfida avvincente, quella di creare un luogo così bello da poter convivere, alla pari, accanto a tanta bellezza naturale e alle stratificazioni umane che l’hanno commentata”.
La bibliotecaria Michela Gelmi condivide questo punto di forza: “La biblioteca si trova in una posizione invidiabile, la vista su lago e montagne, gli ampi spazi esterni e interni. I turisti sono attratti dalla struttura, ne ammirano gli ampi spazi, il silenzio, i colori, le due scale che portano al piano rialzato. Il loro sguardo si posa sui divanetti colorati e simbolici, opere di Gaetano Pesce. Abbiamo inoltre un patrimonio antico e moderno ben aggiornato e curato.” Presso la biblioteca è infatti depositato il Fondo del monsignor Luigi Marinoni (1826-1908), figura di spicco del clero bergamasco ottocentesco, nonché erudito e studioso di storia locale. Il fondo raccoglie 5.000 volumi catalogati, 43 Cinquecentine, 10 Codici e 83 Pergamene risalenti ai secoli XV-XVIII. Oggi la biblioteca si apre al territorio con apertura continuata, ospita attività per tutti e garantisce il coworking.
Si tratta di servizi che sono accompagnati da un continuo miglioramento professionale. Michela Gelmi crede pertanto in “una biblioteca che guarda al futuro, che riesce a rimanere al passo delle richieste dei più giovani per portare con sé la parola innovazione.”
L’innovazione, prima ancora che tecnologica, deve essere pensata come sociale. Prende piede laddove ci sono professionalità e formazione continua anche sul versante delle competenze trasversali. L’esperienza della Summer school amministratori era nata nel 2021 su queste basi e nella volontà di fare sistema fra amministrazioni con obiettivi affini, anche se logisticamente distanti fra loro. La tappa di Lovere si trova dentro questa geografia amministrativa.
[a cura di Viviana Vitari, settore “Qualità della vita, biblioteca, cultura, istruzione” del Comune di Treviolo]
