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Slow Tourism: Brusaporto

Lo sapevi che sulle mura del Castello di Brusaporto è incastonato il Quadrato di Sator?
Ma cos’ è il Quadrato di Sator?

Il Quadrato di Sator è una ricorrente iscrizione latina in forma di quadrato magico, composta dalle cinque seguenti parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. La loro giustapposizione, nell’ordine indicato, dà luogo a un palindromo, vale a dire una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra e viceversa. La stessa frase palindroma si ottiene leggendo le parole del quadrato dal basso verso l’alto purché ogni riga sia letta da destra verso sinistra. L’iscrizione è stata oggetto di frequenti ritrovamenti archeologici, sia in epigrafi lapidee sia in graffiti, ma il senso e il significato simbolico rimangono ancora oscuri, nonostante le numerose ipotesi formulate.
Il curioso quadrato magico è visibile su un numero sorprendentemente vasto di reperti archeologici sparsi un po’ ovunque in Europa. Gli esemplari più antichi e più celebri sono quello incompleto rinvenuto nel 1925 durante gli scavi di Pompei, inciso su una colonna della casa di Paquio Proculo e quello trovato nel novembre del 1936 su una colonna della Palestra Grande, sempre a Pompei. A partire da questi ritrovamenti, il quadrato del Sator viene anche detto “latercolo pompeiano”.
Ne sono stati rinvenuti esempi a Roma, nei sotterranei della basilica di Santa Maria Maggiore, nelle rovine romane di Cirencester (l’antica Corinium) in Inghilterra, nel castello di Rochemaure (Rhône-Alpes), a Oppède in Vaucluse, a Le Puy-en-Velay, nella corte della Cappella di Saint-Claire, sulla parete del Duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile a Siena, sulla facciata della Chiesa di Santa Lucia a Magliano de’ Marsi, nella Certosa di Trisulti a Collepardo, a Santiago di Compostela in Spagna, nelle rovine della fortezza romana di Aquincum in Ungheria, a Riva San Vitale in Svizzera.

Altre chiese medioevali nelle quali si registra in Italia la presenza della frase palindroma (in forma di quadrato magico oppure in forma radiale o circolare) sono: la Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, la Concattedrale di Ascoli Satriano, l’abbazia di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, le chiese di Santa Maria Maddalena in Campo Marzo a Verona e di San Michele di Pescantina, la chiesa di Santa Maria Ester ad Acquaviva Collecroce, la chiesa di San Lorenzo a Paggese di Acquasanta Terme, le abbazie di Casamari a Veroli e di Montecassino a Cassino e sulle mura del Castello di Brusaporto.

Il Quadrato di Sator di Brusaporto è scolpito su una pietra in arenaria, una pietra tipica di queste zone. E’ inserito tra le pietre che compongono il muraglione della roccaforte sull’altura del paese. È molto evidente nel complesso del muraglione, ben scolpito e proporzionato. Il toponimo ricorda che una volta la strada era quella che conduceva al Castello dei Rivola, oggi non più esistente. Si conosce l’anno in cui venne distrutto, il 1380, grazie alle cronache che ci raccontano la battaglia tra due famiglie locali, i Visconti, fedeli alla causa dei Ghibellini, e i Della Torre, che parteggiavano per la fazione dei Guelfi. Per analogia con castelli simili nella zona del Bergamasco, si potrebbe supporre una datazione tra l’XII e il XIII sec.

Si può dunque ipotizzare che la pietra facesse parte delle rovine del distrutto castello, successivamente inglobata nel muro. Il quadrato presenta un’anomalia. La prima “E” della parola “tenet” è diversa da tutte le altre presenti nel quadrato: ha forma rettangolare anziché arrotondata come le altre. Queste piccole discrepanze nelle lettere è un fatto abbastanza comune in molti Sator analizzati in territorio italiano come in quello francese oppure inglese.
Il quadrato magico di Sator è un enigma tutto da scoprire e sapere che ne abbiamo uno anche a Brusaporto rende tutto ancora più intrigante. Gli studiosi stanno cercando da tempo una spiegazione sia sulla traduzione che sul significato di questa frase. Alcuni pensano sia una specie di scongiuro per prevenire disgrazie, altri una sorta di formula magica per guarire da un male o superare le difficoltà.
Alcuni esoteristi affermano che il quadrato di Sator sia una sintesi grafica nella quale sono indicati gli angoli, le proporzioni, le strutture e le geometrie da adoperare per costruire luoghi sacri e di potere. In altri termini una sorta di matrice magica comune a disegni architettonici.
La parola Sator significherebbe Dio (il creatore), mentre Tenet significherebbe domina o “regge”, “Rotas Opera” significa “Le opere del creato” e arepo significa “aratro”.
Possibili interpretazioni sono:
“Dio domina e regge le opere del creato e ciò che la terra produce”,  “Il seminatore sul suo carro dirige le ruote” oppure “Il seminatore che giudica dirige con cura le ruote” o ancora “Dio dirige e giudica l’intero universo”.
Ma sono solo delle supposizioni.
L’enigma non è ancora risolto e il velo di mistero che ricopre il Magico Quadrato del Sator è destinato a permanere nel tempo.

Fonti:
– Lopardi, Maria Grazia “Il quadrato magico del sator : il segreto dei maestri costruttori”, Roma : Edizioni mediterranee, 2006
– Giacomini, Anna “Sator : codice templare”, Latina : Penne e papiri, 2004
– Giacomini, Anna “Enigma templare, Sator”, Carmagnola : Arktos, 2000

A cura di Floriana Minacapilli, Bibliotecaria, Biblioteca Comunale Brusaporto

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