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Uno sguardo sulle biblioteche: Treviolo

Oggi basta un click, che funziona meglio di un “caput draconis”, per entrare in luoghi sconosciuti e curiosi. Eccoci così a Treviolo, in visita da remoto.  L’immagine che vedete, se avete veramente cliccato, è quella di un’architettura moderna, che si affaccia su un parco e con un ideale orientamento al sole,  la cui importanza ci viene dagli Antichi. Si tratta della nostra biblioteca, dedicata a un magister del XIV secolo, un certo Lanfranco da Albegno, con l’idea di mantenere un ponte tra passato e futuro, fra servizi tradizionali e innovativi, fra il tocco della carta e l’immaterialità del digitale.  Così sono tutti i nostri servizi.  Da una parte offriamo l’accessibilità, la segnaletica in braille e disseminiamo QR code per potenziare la ricerca  e poi offriamo la lettura in terrazza.  Nella galleria dell’illustrazione e del fumetto abbiamo disposto opere a ricordo di anni di promozione della lettura, mentre alla postazione di autoprestito, i bambini imparano a digitare grazie all’orso Merudan. Dal piccolo archivio di tomi dell’Ottocento consultiamo le leggi che hanno formato il nostro Paese, mentre fra InBook e libri tattili circolano lettori in erba. Un utente consulta “The Economist” e un altro è in coworking. Questo e altro ancora, in una biblioteca che amiamo perché, come la rosa per il Piccolo Principe, è cresciuta con noi e con i nostri amici, di giorno e di notte.

Siamo in tre a lavorarci e puntiamo sulle competenze. Apprendere, sperimentare, progettare e trovare strade che non facciano mai perdere l’entusiasmo, perché lavorare in biblioteca è bello, ma è una luna con due facce. Dall’esterno è un mestiere luminoso, qualcuno lo definisce il più bello del mondo. Dall’interno ci sono le ombre proprie di quei settori ancora un po’ “Cenerentola”.

Proprio in questi giorni la collega Elena ha ricevuto un attestato speciale, quello di “Ambasciatrice del libro e della lettura” dal CEPELL.  Passione per le band e la carta stampata, usa Tv, radio e blog per divulgare prodotti culturali. Vale per il suo tempo extra (perché di passione si tratta), e adotta e rinnova le sue idee per il pubblico delle biblioteche.  Se volete leggere una bella intervista a lei dedicata, eccola qui: http://www.rbbg.it/library/TREVIOLO/newsletter/ambasciatori/

Poi c’è Annalisa, che è il nostro “guardiano del faro”. Tutti le vogliono bene per il suo sorriso e la sua pazienza infinita, una “soft skill” importante per chi è continuamente a contatto con il pubblico. La sua voce calda piace ai bambini e le sue storie tranquillizzano, persino quando parla di api ed insetti.

Poi ci sono io, che scrivo. Nessuno mi ha mai chiesto se vengo pagata per quello che faccio, a differenza di ciò che succede a qualche collega, però se lavoro in una biblioteca è perché coltivo passioni e non più tanto segrete. Non per i fatti, ma per lo spirito, è quel “Mangia prega ama” di Elizabeth Gilbert che fa della vita, ma anche della professione, un libro dalle pagine (quasi) infinite.

Vi aspettiamo a Treviolo, chissà un giorno. Anche noi abbiamo, per entrare in biblioteca, delle “sliding doors”…

Viviana Vitari

Bibliotecaria P.O., settore “Qualità della Vita, biblioteca, cultura, istruzione”

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