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Uno sguardo sulle biblioteche: Levate

Potrebbe sembrare una frase fatta o uno di quei post motivazionali che si trovano qua e la sul web, ma la frase “un bambino che legge sarà un adulto che pensa” (e che continuerà a  leggere, aggiungiamo noi), potrebbe essere il pensiero alla base della filosofia della nostra biblioteca. Il comune di Levate conta poco più di 3700 abitanti, la biblioteca è una biblioteca di paese, aperta tutti i pomeriggi e il sabato mattina e propone tante attività per bambini, nella convinzione che la prima infanzia sia il momento migliore per porre le basi di un cammino che li porterà ad essere frequentatori abituali e appassionati della biblioteca.

Nel corso degli anni, l’investimento sulle attività per i bambini è aumentato sempre di più, in termini economici e di proposte. Da primi laboratori a libera utenza, uno al mese all’inizio, si è passati a 4 laboratori al mese. I laboratori sono sempre molto partecipati, anche in questo periodo, dove le condizioni hanno imposto una versione online.

Qualche numero per capire l’importanza e l’incremento di questi laboratori.

2017: 9 laboratori da aprile a dicembre, con una media di 8 partecipanti per un totale di più di 70 bambini coinvolti;

2018: 16 laboratori da gennaio a dicembre, con una media di 10 bambini per un totale di circa 160 bambini coinvolti;

2019: 23 laboratori da gennaio a dicembre con una media di 10 bambini per un totale di più di 200 bambini coinvolti;

2020: annus horribilis, solo 4 laboratori;

2021: 17 laboratori da gennaio a maggio con una media di 9 bambini per un totale di più di 150 bambini, in soli 6 mesi.

La formula può apparire semplice: letture e attività creativa. Dietro ogni laboratorio, però, c’è un gran lavoro: la ricerca dei libri più adatti, la preparazione dei materiali per l’attività creativa, la gestione del laboratorio in sé, dei bambini, dei genitori, del prestito a fine attività. A fare da contraltare a tutta questa parte “organizzativa”,  c’è l’entusiasmo dei bambini, la loro partecipazione, il rapimento con cui seguono le storie, il loro cercarti per mostrare cosa hanno realizzato durante l’attività. Tenere un laboratorio non è proprio una passeggiata, ma è un momento che regala grandi soddisfazioni! Crea un rapporto, non è un momento fine a se stesso. E’ il porre le basi per quel cammino citato prima che porta il bambino e i genitori a tornare in biblioteca alla ricerca di libri, consigli, ispirazioni. Nella creazione di questo rapporto, nell’esperienza della nostra biblioteca, ha avuto la sua importanza anche la collaborazione con la scuola. Nel corso degli anni, sono stati tanti i laboratori con la scuola dell’infanzia e con la scuola elementare del paese. La disponibilità di maestre e insegnanti ha dato il via a una collaborazione proficua. Una delle iniziative più riuscite, legata alla scuola primaria, è il Reading Challenge. Proposto ogni due anni, il Reading Challenge è una sfida di lettura che  bambine e bambini della scuola primaria intraprendono con se stessi. Prevede una scheda di partecipazione con diverse “categorie” di lettura. Per ognuna di queste macrocategorie, va letto un libro e a fine lettura, si ottiene un  timbro per la categoria corrispondente. Una volta completata la scheda, i lettori ricevono un piccolo dono simbolico.

Anche qui, qualche numero per capire la partecipazione  nel 2019 a questa iniziativa: 69 schede consegnate a poco più di un terzo degli alunni della scuola primaria.

Di queste 69 schede, quasi la metà (29) sono state consegnate a bambini della terza elementare, cioè ai bambini che nel 2017 erano in prima e hanno partecipato alla prima edizione di questa sfida. Un piccolo indizio del fatto che, forse, lasciare dei sassolini sul cammino dia i suoi frutti.  Di queste 69 schede, 43 sono state quelle completate.

Uno dei concetti chiave di questa sfida è l’assoluta libertà di scelta. Chi vuole partecipa, altrimenti niente. Si sceglie liberamente il libro da leggere. Se si vuole, si porta a termine la scheda.  Non ci sono obblighi, imposizioni, forzature. Come da adulti possiamo scegliere di abbandonare un libro che non ci piace, anche i giovani lettori possono e devono scegliere.

E’ un altro sassolino sul cammino: leggere deve essere un’attività piacevole, fatta perchè si ha voglia di farla, non perché imposta, non perchè “bisogna” leggere.  L’imposizione della lettura è, forse, uno dei maggiori nemici delle biblioteche. Si viene in biblioteca quando la maestra o la professoressa danno un libro da leggere. L’impostazione che proviamo a dare in biblioteca è diversa: vado in biblioteca anche quando la prof mi da un libro da leggere, ma di base già la frequento. E questa frequentazione ha origini lontane: in quei laboratori che si facevano da bambini, quando la bibliotecaria leggeva tante storie e si portava a casa un ricordo di quel giorno.

Di certo, è un percorso lungo, molto lungo, e non sempre facile e immediato. E’ un percorso che, ancora prima che dalle biblioteche, parte dalle famiglie. La primissima infanzia, si diceva prima, cioè quella fascia 0-3, dove un neo genitore può chiedersi se valga la pena leggere a un bambino così piccolo. La risposta  non può essere che una: si! Vale la pena per un milione di ragioni, una su tutte, trasmettere l’amore per la lettura. Sulla base di questo, la nostra biblioteca non poteva non appoggiare a pieno e diffondere il progetto “Nati per Leggere”, un programma nazionale di avviamento alla lettura fin dai primi mesi di vita. A tutti i nuovi nati nel comune, viene inviata una lettera che invita i genitori a recarsi in biblioteca, per conoscere i servizi, gli spazi, le proposte e per ritirare un libro omaggio, piccolo primo passo lungo il cammino. Quello del libro al nuovo nato è un dono quasi simbolico, ma di grande importanza. Dà ai neo genitori un punto di riferimento, un luogo in cui sanno di poter trovare consigli e proposte per i loro piccoli lettori e ai bambini un punto di partenza. La strada è lunga, tortuosa, ma la biblioteca è presente e traccia il cammino.

Laura Barazzetti, Bibliotecaria, Biblioteca comunale di Levate (BG)

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